STORIA

scienza e umanesimo

Scienza e Umanesimo.

Una lunga e variegata storia pervasa da una stessa mission: “il cercare di tenere insieme cultura scientifica e cultura umanistica”.

Avere come vision quella dell’unità del sapere.
Pensare e agire ispirati da questa vision e cercando di tenere sempre in relazione tra loro: scienza – filosofia – arte.

La rivista Civiltà delle Macchine (1953-1979)

1953-1958 il poeta-ingegnere Leonardo Sinisgalli (1908-1981), per impulso di Giuseppe Eugenio Luraghi (1905-1991), presidente di Finmeccanica, fonda e dirige la rivista bimestrale “Civiltà delle Macchine”, con l’obiettivo di far convergere sulla macchina, espressione anch’essa del genio e dell’intelligenza dell’uomo, e sulla civiltà di cui la macchina è diventata protagonista, lo sguardo incrociato dell’artista e del tecnico; con parole dello stesso Sinisgalli: “Facilitare l’osmosi tra l’arte e la tecnica, la poesia e la scienza, …allargare l’area delle suggestioni, delle meraviglie, dei miti del secolo: questo è il compito di una pubblicazione non inerte, non snobistica”.
La rivista gode di uno straordinario successo: si fregia delle firme più illustri della cultura italiana ed è tradotta in ben sei lingue.
Sono gli anni della  ricostruzione del Paese e tutte le energie intellettuali rispondono all’appello:si realizza così il miracolo economico.

Dal 1958 al 1979 “Civiltà delle Macchine”, frattanto divenuta house organ dell’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale), è diretta da Francesco d’Arcais: sulle sue pagine scienza e tecnica dialogano con le diverse espressioni della cultura umanistica, poesia, arti, filosofia; soprattutto filosofia.

Con la grande crisi energetica (petrolifera) del 1979 e l’implosione dell’IRI la rivista cessa le pubblicazioni.

Il periodo 1979 – 1983

Frattanto il paese è cambiato. Si è lasciato alle spalle non solo il miracolo economico, ma anche l’euforia del ’68 e la tragedia del terrorismo. Se il mondo dell’impresa non investe più in cultura, di cultura c’è fame: non la cultura scolastica d’impianto ancora gentiliano, ma una cultura più aggiornata, più aperta. Alcune pubbliche amministrazioni si fanno carico di rispondere a questo bisogno. Di concerto con l’Amministrazione Provinciale, se ne fa carico l’Amministrazione comunale di Forlì. A dar corso all’idea sono, di nuovo, due persone singole, e singolari: Igino Zavatti (1940, laureato in filosofia ed operatore del settore cultura del Comune di Forlì), e Francesco Barone (1923-2001, all’epoca professore di Filosofia teoretica dell’Università di Pisa) il quale si è dato un postulato:  “Parla sempre in modo che chi ti ascolta ti possa capire”, e teorizza la necessità di “uno spregiudicato contatto culturale con gli altri…. Intendendo per altri non solo i colleghi di studio delle varie discipline, ma soprattutto quelle componenti della società civile che non sono annoverate di consueto (e per fortuna) nella categoria degli ‘intellettuali’, ma con le quali il dialogo diventa essenziale ed indispensabile proprio per i cosiddetti ‘intellettuali’ che non vogliano immiserirsi nella loro presuntuosa ‘purezza’ e illusione di essere gli unici depositari del sapere”. Nello specifico Francesco Barone sostiene che la storia della scienza non è mai solo storia di scoperte, ma anche dei mutamenti concettuali che le hanno determinate e di quelli che ogni scoperta a sua volta comporta.

Frutto della “tenacia, passione, competenza e curiosità culturale” di Igino Zavatti e dell’idea di cultura di Francesco Barone sono i cicli di conferenze e i convegni (Il problema della scienza (1978); Centenario della nascita di Einstein  (1979), Musil tra scienza, letteratura e filosofia (1980), Galileo e la scienza moderna (1980), La responsabilità della scienza (1981), Il rischio (1982), Morgagni e la cultura del Settecento (1982), A proposito di Darwin (1982), Mithos e Logos, (1983); Kant e il problema della scienza (1983),  ecc. ecc. per molti anni a seguire) che fanno di Forlì un luogo singolare della divulgazione scientifica e della riflessione su “Scienza e Umanesimo”, ovvero sull’unità del sapere.

La rivista Nuova Civiltà delle Macchine (1983-2012)

Nel 1983 per iniziativa di Francesco Barone e Francesco d’Arcais la rivista di Luraghi e Sinisgalli ‘risorge’ come “rivista trimestrale di analisi e critica”. Editore delle prime due annate (1983 e 1984) è Analisi-Trend s.c.r.l. (presidente Ercole Camurani); a partire dal 1985 l’editore diventa RaiEri.
Comitato promotore
Francesco D’Arcais, Francesco Barone, Marcello Pera, Dario Antiseri, Luciano Pellicani, Vittorio Somenzi, Alberto Pasquinelli, Salvo D’Agostino, Massimo Baldini, Igino Zavatti), vede la luce nel 1983 “Nuova Civiltà delle Macchine”

La Direzione Scientifica.
Nei primi due anni la direzione è dei “due Francesco”; negli anni successivi del solo Francesco Barone. Dal 1997, la direzione scientifica si allarga ed è assunta da un comitato in cui F. Barone è affiancato da: Dario Antiseri, Umberto Bottazzini, Vittorio Marchis, Silvano Tagliagambe. Alla morte di F. Barone, viene incluso nel comitato Edoardo Boncinelli. Il comitato subirà poi nel tempo alcune ulteriori variazioni. Pur vedendo sempre presenti in continuità, fino alla fine delle pubblicazioni, Dario Antiseri, Umberto Bottazzini, Vittorio Marchis, Silvano Tagliagambe. A loro si affiancheranno, in varie temporalità, Marcello Buiatti, Claudio Petruccioli, Fabio Toscano

Il Comitato Scientifico.
La rivista si avvale fin dall’inizio di un prestigioso Comitato Scientifico di 25 membri di cui fan parte ben 5 premi Nobel: Daniel Bovet (premio Nobel 1957) – John C. Eccles (Premio Nobel 1963) – Salvador E. Luria (Premio Nobel 1969) – Max Perutz (Premio Nobel 1962) – Ilya Prigogine (Premio Nobel 1977). Tra i membri del comitato anche Rita Levi Montalcini (univ. di Roma) che diventerà premio Nobel nel 1986.

Composizione del I° Comitato Scientifico:
– Dario Antiseri (Univ. di Padova)
– Massimo Baldini (Univ. di Bari)
– Norberto Bobbio (Univ. di Torino)
– Daniel Bovet (premio Nobel 1957)
– Luciano Cagliotti (Univ. di Roma)
– Salvo D’Agostino (Univ. di Roma)
– Bruno de Finetti (Univ. di Roma)
– John C. Eccles (Premio Nobel 1963)
– Giulio Giorello (Univ. Di Milano)
– Mirko Drazen Grmek (Sorbona, Parigi)
– Rita Levi Montalcini (univ. di Roma)
– Alfonso M. Liquori (Univ. Di Roma)
– Salvador E. Luria (Premio Nobel 1969)
– Vittorio Mathieu (Univ. di Torino)
– Nicola Matteucci (Univ. di Bologna)
– Massimo Negrotti (Univ. di Genova)
– Alberto Pasquinelli (Univ. di Bologna)
– Luciano Pellicani (Univ. di Napoli)
– Marcello Pera (Univ. Di Pisa)
– Max Perutz (Premio Nobel 1962)
– Ilya Prigogine (Premio Nobel 1977)
– Tullio Regge (Univ. di Torino)
– Vittorio Somenzi (Univ. di Roma)
– Paolo Sylos Labini (Univ. di Roma)
– Giorgio Tabarroni (Univ. di Bologna)

Le pubblicazioni.
Ogni numero della rivista è normalmente dedicato ad una specifica tematica. I numeri della rivista si alimentano principalmente con i materiali degli incontri – convegni – seminari pensati ed elaborati attraverso una attività culturale promossa congiuntamente con l’Associazione Nuova Civiltà delle Macchine e sostenuta in primo luogo dal Comune di Forlì.
Le attività della rivista, passando attraverso diverse fasi, sono proseguite fino alla fine del 2012.
Un percorso che si snoda attraverso 97 complessive pubblicazioni con una cadenza trimestrale abbastanza regolare.
Gli argomenti affrontati spaziano su ambiti molto vari. Il primo fascicolo di “Nuova Civiltà delle Macchine” pubblicava gli atti del convegno  “Kant e il problema della scienza”. L’ultimo numero pubblicato era dedicato alla tematica della “Complessità”.

L’ASSOCIAZIONE NUOVA CIVILTA’ DELLE MACCHINE

Il 12 Maggio 1987 per iniziativa dei Lions Club Forlì Host (presidente Romeo Rosetti) e Forlì Valle del Bidente (presidente Raffaele Schiavo) nasce a Forlì l’Associazione culturale Nuova Civiltà delle Macchine Possono essere soci dell’Associazione sia “persone fisiche” che “persone giuridiche”. Successivamente entrano a farne parte il Comune di Forlì (1988), la Fondazione Garzanti, il Rotary Club Forlì, il Soroptimist International di Forlì. L’idea dell’Associazione muove dal proposito di dare autonomia amministrativa e disponibilità finanziaria all’attività culturale che da un decennio si sta svolgendo a Forlì su quel particolare asse culturale di una divulgazione scientifica caratterizzata da una ricerca di riconnessione con la cultura umanistica. L’assegnazione all’Associazione dello stesso nome della rivista sta ad indicare la naturale comunanza d’intenti, e il comune riferimento, in termini umani e metodologici, a Francesco Barone. Coordinatore dell’Associazione è Igino Zavatti, che affianca a questo ruolo quello di membro del comitato di redazione della rivista. L’operatività dell’Associazione si muove su 2 linee di intervento: 1) la divulgazione scientifica, con incontri pubblici orientati in primo luogo al mondo della scuola 2) l’organizzazione di momenti di tipo convegnistico / seminariale, più orientati all’approfondimento e alla ricerca (che rendono Forlì un luogo noto a tutti i filosofi della scienza) che sono funzionali alla produzione dei contenuti che alimentano la pubblicazione della rivista.
L’attività dell’Associazione per un verso prosegue all’interno della linea di pensiero già solidamente affermata dalle iniziative precedenti; per altro verso si apre a nuove problematiche. Contemporaneamente l’Associazione partecipa alla Settimana della cultura scientifica promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Nel 1994 si inaugura un ciclo di studi su scienza e letteratura, che vede la partecipazione attiva di molte scuole superiori: aperto dal seminario sul romanzo contemporaneo Modelli e influenza, 1994, proseguirà con Le scienze e le narrative, 1995, e Scienza e letteratura, 1996, e sfocerà nel grande convegno Spazi e confini del romanzo del 1999, che avrà uno straordinario successo di pubblico e di critica.

Nel 1991 l’Associazione dà vita ai seminari permanenti: un gruppo di studiosi interessati allo stesso tema si riunisce periodicamente per un libero confronto allo scopo di produrre – di là da gerarchie e pressioni accademiche, da steccati disciplinari e orientamenti ideologici – riflessioni originali. Si riuniscono per più anni, con cadenza semestrale. A conclusione della loro attività, il materiale prodotto viene convogliato in un convegno pubblico e in un fascicolo della rivista. La modalità di lavoro dei seminari permanenti (la forma aggiornata delle tavole rotonde promosse da “Civiltà delle Macchine”) è stata da molti individuata come “lo spirito di Forlì”.

Il 21 marzo 1997, in coincidenza con il decennale della Associazione, il Consiglio Comunale di Forlì conferisce solennemente la cittadinanza onoraria al Professor Francesco Barone. Si trattò non tanto e non solo di un riconoscimento al merito per i fondamentali studi che avevano collocato il grande accademico al centro del panorama filosofico italiano ed internazionale, quanto di una manifestazione di riconoscenza per essere sempre stato legato al mondo della cultura forlivese e per non avere mai negato la propria presenza nella occasioni di dibattito su temi della cultura filosofica, scientifica, sociologica.

Nel gennaio 1999, dopo una gestione delle attività del 1998 che si era chiusa con una situazione di deficit di bilancio che portava a riesaminare in modo critico il come proseguire le attività della Associazione, il Consiglio Comunale di Forlì (sulla base di una delibera votata all’unanimità) decide che è importante sostenere la continuazione delle attività culturali della Associazione.

L’Associazione avvia un processo di trasformazione acquisendo “Personalità Giuridica” (riconosciuta con decreto del Presidente della Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 380 in data 7 ottobre 1999, e con l’iscrizione al n. 545 del Registro delle Persone Giuridiche presso la Cancelleria Civile del Tribunale di Forlì in data 26 ottobre 1999).

Il 3 novembre 1999 Francesco Barone cede all’Associazione la proprietà della testata giornalistica “Nuova Civiltà delle Macchine”, registrata in data 15 novembre 1982 al n. 5031 presso la Cancelleria del Tribunale Civile di Bologna. L’atto è rogato in Forlì dal notaio dott. Giorgio Oliveri, presso cui è depositato. La cessione è sotto forma di vendita al prezzo simbolico di lire 100.000, ma si tratta di gesto di straordinaria liberalità.

Le attività della Associazione procedono in modo strettamente coordinato con le attività della Rivista.

Nel 2006 in occasione del IV° centenario della morte di Girolamo Mercuriale, 1606-2006, (autore di quello che è ritenuto il primo trattato di medicina dello sport), ed in vista delle imminenti olimpiadi di Pechino del 2008, vengono varate importanti iniziative di celebrazione del medico di origine forlivese. La situazione amministrativa di tali iniziative finisce, purtroppo, fuori controllo e si impone nuovamente una riflessione sul come proseguire le attività. I soci dell’Associazione che hanno “personalità giuridica” decidono che è importante rivedere le modalità della governance dell’Associazione per arrivare ad una gestione economica che eviti il ripetersi di situazioni di deficit di bilancio da dover ripianare ex-post. Viene elaborata una variazione dello statuto per spostare il controllo della Associazione in capo ai “soci persone giuridiche” (in ragione del fatto che erano poi quelli che di fatto sostenevano economicamente le attività). Tale modifica dello statuto, dopo essere stata approvata nel dicembre 2006 nell’ambito della Assemblea dei soci viene invece rigettata nell’ambito della Assemblea straordinaria riconvocata davanti al notaio nel gennaio 2007. A fronte di tale situazione, i rappresentanti del Comune di Forlì danno le dimissioni dal Consiglio dell’Associazione e inizia un nuovo diverso ciclo segnato da risorse progressivamente calanti.

Nel 2007 l’appuntamento del ventennale è per l’Associazione, come scrive il Presidente Pantaleo Palmieri in limine al volume commemorativo (1987-2007 – Nuova Civiltà delle Macchine – Lo spirito di Forlì, a cura di Pantaleo Palmieri, Igino Zavatti, Giacomo Foglietta, Filograf, Forlì 2007):

“Un’occasione soprattutto per considerare se il lavoro svolto – a mo’ di tratti di matita su un foglio o di fila intrecciate sul telaio – ha disegnato esattamente l’identità dell’Associazione. Fuor di metafora: se i seminari, i convegni, i cicli di conferenze, le presentazioni di libri, le tavole rotonde, i 100 fascicoli della Rivista… hanno contribuito ad abbattere lo steccato tra cultura umanistica e cultura tecnico-scientifica (le “due culture”), per affermare l’unicità del sapere; se hanno superato gli sbarramenti disciplinari per valorizzare le implicazioni, le interconnessioni, gli sconfinamenti tra scienza filosofia letteratura arte, tra passato e presente, tra storia e attualità; se hanno rispettato ‘gerarchie’ accademiche e schieramenti ideologici, o se invece hanno messo a confronto vecchi e giovani, cattedratici di prestigio e giovani promesse della ricerca, opposti orientamenti metodologici e differenti opzioni ideologiche; se hanno privilegiato un sapere ‘salottiero’ o d’ispirazione massmediatica, alla ricerca di un facile apprezzamento, o se hanno toccato, o almeno sfiorato, e in tempo utile, i nodi complessi del nostro vivere oggi, che è vivere nella società della conoscenza, privilegiando i giovani: se insomma  le varie attività hanno rappresentato momenti di godimento culturale, o hanno espresso un’idea di cultura”.

Quei ‘se’ non potevano non risultare, come di fatti erano, retorici a chi avesse scorso le testimonianze, gli stralci dai fascicoli della rivista, la cronologia di 20 anni di attività, che seguivano.

Nel 2007 l’Associazione realizza, in vista dell’Olimpiade del 2008, l’impresa conclusiva delle celebrazioni del IV centenario della morte di Girolamo Mercuriale: l’edizione critica con traduzione inglese a fronte del De arte gymnastica del filologo e medico forlivese. Si tratta di un’opera veramente europea, frutto della collaborazione di docenti delle Università di Ginevra (Concetta Pennuto), Pau (Jean Michel Agasse) e Londra (Vivian Nutton), e di studiosi italiani (Giancarlo Cerasoli e Antonella Imolesi Pozzi). Edita da Olschki in una veste tipografica di grande prestigio, è stata accolta con grande entusiasmo dalla critica e dal mondo sportivo; in particolare dai medici e dagli storici dello sport che hanno ravvisato la singolare coincidenza del concetto di ginnastica medica di Mercuriale con l’idea attuale dello sport per tutti.

Nel 2009 viene eletto dall’Assemblea dei soci un nuovo comitato direttivo, che si pone alcuni obiettivi specifici: proseguire nella tradizione dei seminari, dei convegni, della presentazione di libri scientifici; recuperare il rapporto privilegiato coi Licei del comprensorio romagnolo; allargare la base associativa, recependo dai soci stimoli e proposte per la definizione di nuove iniziative; partecipare alla costruzione della Rivista Nuova Civiltà delle Macchine (Eri Rai) mediante la condivisione della programmazione editoriale e la proposta di articoli e contenuti.

Alla fine del 2009, in una situazione mutata e di risorse calanti, RAI-ERI punta ad assumere un ruolo più largo ed importante. Oltre al ruolo di editore riconduce a se anche quello del coordinamento editoriale. Tale operazione porta alla identificazione di un nuovo direttore editoriale e a una soppressione del comitato di redazione della rivista che era costituito di persone basate a Forlì.
In corrispondenza con tale operazione, Igino Zavatti (colui che aveva svolto il ruolo di animatore e di coordinatore delle attività della Associazione e che nel frattempo era passato dal ruolo di dipendente del Comune di Forlì a quello di pensionato) dopo essere uscito dalla Associazione promuove la nascita di una nuova Associazione, denominata Francesco Barone, che opera avendo una mission sostanzialmente molto simile a quella dell’Associazione Nuova Civiltà delle Macchine.

Nel novembre 2010, a seguito delle dimissioni del prof. Pantaleo Palmieri, il comitato direttivo elegge come Presidente dell’Associazione il prof. Massimo Dellavalle.

Giugno 2011. L’Associazione viene iscritta al Registro delle Associazioni di Promozione Sociale (APS) (con atto Provinciale n. 1229 del 06/06/2011). E’ tutt’ora iscritta al registro regionale delle APS con numero di iscrizione 3320.

A fine 2012, nell’ambito di una operazione di spending review della RAI, da parte di RAI_ERI viene presa la decisione di interrompere la pubblicazione della rivista.

In questo mutato contesto, le attività dell’Associazione, pur restando imperniate su quello che fu definito lo “spirito di Forlì”, vengono rivolte sempre di più verso le nuove generazioni, cercando di aumentare gli spazi di espressione di giovani talenti e coinvolgere nel dibattito sui i temi più incalzanti dell’attualità scientifica e nelle riflessioni storico-filosofiche intorno alla scienza, soprattutto gli studenti liceali e universitari.
In quest’ottica si punta a dar vita al “foglio digitale” NCdM 2.0 in grado di raccogliere e condividere, nelle dinamiche del web 2.0, contributi e riflessioni di soci e collaboratori sulle tematiche che sono proprie di Nuova Civiltà delle Macchine, sempre senza pregiudiziali ideologiche, senza gerarchie accademiche, senza steccati disciplinari.

Nel maggio 2014, a seguito delle dimissioni di Massimo Dellavalle, viene eletto Presidente l’ing. Roberto Camporesi.
Il calare delle risorse e il venir meno della pubblicazione della rivista ha senz’altro avuto anche impatto sulla attività della Associazione. In connessione ideale con Leonardo Sinisgalli, l’attività della Associazione viene portata avanti affiancando alla tipologia di eventi più consolidati anche iniziative che vanno nell’ambito del “riconnettere cultura scientifica e cultura umanistica nell’ambito della cultura d’impresa”.
Con il rifacimento del sito www.nuovaciviltadellemacchine.it si cerca di tenere traccia degli incontri organizzati e di rendere accedibili via web i materiali, variamente prodotti e disponibili, connessi con i singoli eventi.

Il 2017

L’anno 2017 è l’anno del 30° della Associazione Nuova Civiltà delle Macchine
L’elaborazione del programma delle attività connesse a questa celebrazione è avvenuta in modo congiunto con l’Associazione Francesco Barone.
Si è deciso di portare avanti insieme un percorso composto di iniziative organizzate cooperando in modo federato, con l’obbiettivo di realizzarle e viverle come banco di prova per arrivare entro l’anno a delineare un processo di fusione.

La digitalizzazione e la pubblicazione sul web di tutti i numeri della rivista (da realizzarsi entro luglio 2017) costituisce una delle attività di questo percorso che ha l’ambizione di arrivare alla realizzazione di un convegno di rango nazionale (da tenersi nel corso dell’autunno-inverno 2017).
L’obbiettivo del convegno è quello di dare conto di che cosa è stata questa storia, ripercorrendola e narrandola attraverso le testimonianze di diversi dei protagonisti che l’hanno resa possibile. E, sulla base di una ricognizione – narrazione, rilevarne il valore per riverificare – riproporre la sua ancor più viva attualità.
Una iniziativa di rilevanza nazionale che veda coinvolti molti dei diversi protagonisti che l’hanno resa possibile e per interrogare tutti i soggetti, istituzionali e no, di questo territorio sul cosa può voler dire re-interpretarla e sul come può essere proiettata nel futuro.

In modo connesso con questa storia davvero singolare, che ha caratterizzato un asse di politica culturale di questo territorio con tratti originali e unici nel panorama della “provincia italiana”, assume particolare valore la decisione del Consiglio Comunale di Forlì del 21 marzo 2017 del conferimento della cittadinanza onoraria a persone come Pietro Greco, Giuseppe O.Longo e Sonia Bonfiglioli.