4° incontro. Agenda ONU 2030. Il tema dell’acqua e il nostro territorio.

Economia Circolare e Industria 4.0

Lunedì | 2 dicembre 2019
14:45 | 17:00 

ITIS G. Marconi – Viale della Libertà, 14 – Forlì

 

3° Ciclo di incontri “Sviluppo Sostenibile. Verso l’Economia Circolare”

in collegamento con il FESTIVAL DELLA CULTURA TECNICA VI EDIZIONE di BOLOGNA
DAL 17 OTTOBRE AL 18 DICEMBRE 2019

Programma
• 14,45 registrazione
• 15,00 inizio incontro
• 17,00 conclusione 

Relatore:

  • Giuseppe Bortone Direttore generale ARPAE Emilia-Romagna
  • Andrea Gambi Direttore generale Romagna Acque, Società delle Fonti s.p.a.

Locandina Ciclo di incontri dal titolo: “Sviluppo Sostenibile - Verso l’Economia Circolare”

Locandina 4° incontro

Gli incontri, aperti a tutti i cittadini, sono particolarmente rivolto a insegnanti, studenti e imprese.
Gli incontri fanno parte del programma del Festival della Cultura Tecnica 2019 e sono rivolti, in particolare, a studenti
e a docenti della scuola secondaria di secondo grado.
La tematica è coerente con le priorità del Piano Nazionale di formazione docenti 2016_19.
Sarà rilasciato attestato di partecipazione.

Per informazioni: info@nuovaciviltadellemacchine.it oppure telefonare al: 3356372677

Uno dei 17 punti chiave dell’agenda ONU 2030 riguarda il tema acqua.

Obiettivi dell’incontro
• dare conto del come dobbiamo migliorare l’uso di questa preziosa risorsa in tutti i vari
ambiti d’uso (case, industrie e agricoltura).
• riflettere su quel che si sta facendo e su quale ulteriore visione e quali strategie bisognerà
mettere in atto sul nostro territorio per l’approvvigionamento e la gestione di questa risorsa
strategica

I temi dell’incontro.

In uno scenario di riscaldamento globale, il numero di persone affette da scarsità d’acqua in Europa potrebbe aumentare in maniere esponenziale. È necessario un cambio di rotta totale sia su scala globale, dando seguito agli impegni presi nelle varie conferenze sul Clima, sia su scala locale attraverso strategie mirate. Questo implica necessariamente anche di modificare il nostro quotidiano rapporto con l’ambiente e con l’acqua, partendo dalla consapevolezza, da tradurre poi in comportamenti virtuosi, che l’acqua è un bene comune e a disponibilità limitata.
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi da concretizzare nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. Tra questi obiettivi, l’acqua accessibile e pulita è un aspetto essenziale. Il nostro pianeta possiede infatti sufficiente acqua potabile per raggiungere questo obiettivo, ma a causa di infrastrutture scadenti o cattiva gestione economica, ogni anno milioni di persone, di cui la gran parte bambini, muoiono per malattie dovute ad approvvigionamento d’acqua, servizi sanitari e livelli d’igiene inadeguati. La carenza e la scarsa qualità dell’acqua, assieme a sistemi sanitari inadeguati, hanno un impatto negativo sulla sicurezza alimentare, sulle scelta dei mezzi di sostentamento e sulle opportunità di istruzione per le famiglie povere di tutto il mondo. La siccità colpisce alcuni dei paesi più poveri del mondo, aggravando fame e malnutrizione. Entro il 2050 è probabile che almeno una persona su quattro sia colpita da carenza duratura o ricorrente di acqua potabile.
Il nostro territorio ha certamente gestito la risorsa idrica in maniera efficiente, tanto che oggi siamo in grado di garantire un approvvigionamento idrico sostenibile e di qualità, ma nello scenario dei cambiamenti climatici è fondamentale sapere che lo sforzo è da considerare come “mai finito” e che occorre sviluppare ulteriori strategie che possano permettere di mantenere elevato lo standard raggiunto garantendone anche la sua sostenibilità nel tempo.
Diventa pertanto molto importante capire come debbono cambiare i nostri comportamenti per realizzare la massima efficienza nell’utilizzo della risorsa acqua in tutti i vari possibili ambiti (casa 10%, industria 20%, agricoltura 70%).
Unitamente a ciò, diventa importante il capire cosa stiamo facendo in termini di interventi in atto e di strategie future da andare ulteriormente a pianificare a livello locale per il necessario approvvigionamento e per le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici che stanno emergendo e di cui iniziamo ad avvertire i possibili impatti con maggiore chiarezza e consapevolezza.

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