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Eco-design: la progettazione sostenibile

Sabato | 20 Settembre 2014
18:30 | 20:00

Aperitivo con Andrea ZANFINI
Intervista condotta da Roberto Camporesi (Presidente Nuova Civiltà delle Macchine)

Cosmonauta

Cosa significa progettare un’auto, un’abitazione, una rete di servizi del terzo millennio?
L’emergenza dei temi ambientali, l’evoluzione delle norme e un consumatore oggi sempre più consapevole, richiedono un appropriato uso delle materie prime e delle risorse energetiche.
Diventa fondamentale una progettazione che oltre ad essere attenta alla funzionalità, all’estetica e ai costi sia sempre più attenta ai consumi energetici e all’impatto ambientale. È un nuovo modo di progettare che valuta l’intero ciclo di vita del prodotto: dalla produzione allo smaltimento.

 

Andrea Zanfini, giovane forlivese con laurea in Scienze Ambientali, è socio e amministratore delegato di una start-up, nata nell’ambito dell’Università di Bologna, attiva nel campo della consulenza, della formazione e della certificazione sui temi dell’energia, dei rifiuti e dell’ecoprogettazione.

Eco-progettazione

La sfida della globalizzazione richiede un sempre maggiore impegno delle imprese per innovare ed aumentare la qualità ambientale dei propri prodotti. Le Organizzazioni devono sempre ricercare il modo per rimanere competitive, per esempio, minimizzando i costi oppure conquistandosi sempre maggiore mercato attraverso il miglioramento delle performance ambientali dei loro siti produttivi o dei loro prodotti/servizi. La risposta alla necessità sempre crescente di innovazione è insita nella “fame” di conoscenza ed informazione da parte dell’intera società civile che vuol sapere quali sono i “costi” per l’ambiente relativamente a ciò che consuma ed utilizza. Pertanto, il successo di un prodotto e di un servizio è sempre più legato ad un concetto esteso di qualità e design, ove, aspetti di sostenibilità ambientale ed energetica acquistano sempre più rilevanza ed interesse da parte di media e consumatori: in futuro il successo di un prodotto e la sua competitività sul mercato dipenderà dalla capacità dello stesso di impattare il meno possibile sull’ambiente e sulla società.
L’eco-progettazione è un approccio in cui la variabile ambientale assume un’importanza strategica, in cui all’attenzione verso l’estetica, l’economia e la funzionalità si associano considerazioni sui flussi di risorse energetiche e di materiali necessarie per realizzarli ed utilizzarli al fine di ridurre l’impatto dei prodotti sull’ambiente esterno, rendendoli sostenibili anche sotto aspetti economico-sociali.
Si persegue quindi l’eco-efficienza attraverso la minimizzazione del consumo di materiali ed energia in input, la riduzione della tossicità e nocività delle componenti, l’utilizzo delle risorse rinnovabili, biocompatibili e locali; in tal modo si persegue un miglioramento complessivo della vita dei prodotti riducendone l’obsolescenza attraverso intenti di upgrade e manutenzione alla ricerca dell’estensione della vita dei materiali. Con l’eco-progettazione introduciamo il concetto di Life Cycle Design che definisce la progettazione di un prodotto o servizio prendendo in esame tutte le fasi del suo ciclo di vita. Per tale approccio l’LCA (analisi del ciclo di vita) rappresenta uno strumento fondamentale che consente di scegliere soluzioni efficaci di progettazione sostenibile. L’”analisi del ciclo di vita” (LCA) rappresenta una metodologia di analisi che valuta gli impatti ambientali ed energetici che un prodotto/servizio genera nell’intero ciclo della sua vita prendendo in considerazione gli effetti sulla salute umana, sulla qualità dell’ecosistema e sull’impoverimento delle risorse, partendo dalle fasi di estrazione delle materie prime, produzione del bene, distribuzione, uso, riuso, manutenzione, riciclaggio e smaltimento finale. Tramite l’analisi LCA perseguiamo lo scopo di analizzare e far comprendere le conseguenze ambientali direttamente o indirettamente correlate ad un prodotto o un servizio e quindi di dare, a chi ha potere decisionale, le informazioni necessarie per identificare le opportunità di miglioramento o certificare il proprio prodotto e sfruttare tali progetti quale leva di competitività tramite campagne di comunicazione appositamente studiate.
L’eco-progettazione trova diversi riscontri in alcune direttive europee che mirano ad estendere la responsabilità del produttore per gli aspetti ambientali dei loro prodotti/servizi:

  • Direttiva sui rifiuti: l’approccio della Comunità Europea per la gestione dei rifiuti è infatti basato su due strategie complementari, da un lato ridurre la produzione di rifiuti attraverso miglioramenti nella progettazione dei prodotti, dall’altro incrementare l’impiego di riciclaggio finalizzato a superare alcuni metodi di smaltimento come ad esempio le discariche.
  • Direttiva EuP (Energy using Product) che prevede la definizione dei requisiti di eco-progettazione per le apparecchiature utilizzanti energia.
  • Direttiva sull’efficienza energetica.

In collaborazione con:

Notte Verde

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