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Presentazione del libro

FIORITURE ALGALI IN ADRIATICO.
IL BACINO PADANO-ADRIATICO TRA SVILUPPO E SCIENZA

 

FabLab Romagna

Venerdì | 6 Novembre 2015
17:00 | 19:00

Intervento dell’autore: Attilio Rinaldi

Molti sono i temi ambientali a cui è importante prestare attenzione: quello del ciclo dell’acqua è tra i più rilevanti. Questo libro racconta (da diverse prospettive: quella scientifica-biologica e quella degli interventi istituzionali) la vicenda dell’eutrofizzazione (fenomeno diverso dalla mucillaggine) che si è manifestata nel mare Adriatico. A partire dalla condizione di emergenza del 1975 (chi non ricorda il colore marrone delle acque e i pesci morti e spiaggiati?), viene raccontata la traiettoria percorsa e il come furono via via attivati interventi di politiche ambientali che allargarono progressivamente l’ambito di azione all’intero bacino padano e che oggi possiamo consuntivare positivamente. Il mare Adriatico resta un “sistema fragile” e tante sono le cose su cui occorre mantenere forte l’impegno, ma gli esiti degli specifici interventi effettuati portano a dire che si può guardare ai problemi ambientali in modo non sempre apocalittico. Un aspetto interessante, connesso alle azioni effettuate, è costituito dall’accumulo in questo territorio di specifiche conoscenze e competenze scientifiche che oggi interagiscono con riconosciuto prestigio con tante parti del mondo.
L’assessore all’ambiente del Comune di Forlì, Nevio Zaccarelli, porta il saluto dell’Amministrazione comunale.

Sala del Consiglio / Palazzo del Monte di Pietà

“Fioriture algali in Adriatico. Il bacino padano-adriatico tra sviluppo e scienza.”
Ed. La Mandragora – Imola – Attilio Rinaldi 

L’insieme delle attività di studio e monitoraggio realizzate nell’Adriatico Nord-occidentale è rilevante e non è azzardato supporre che quest’area di mare sia una delle più studiate e monitorate del Mediterraneo, un esempio importante per l’oceanografia costiera e per il valore che tale storia rappresenta. Ad essa vanno legati ricordi di cose, eventi e soprattutto di persone, il ricordo di straordinari amici e “ispiratori” che con noi hanno condiviso un percorso lastricato di esperienze, successi e difficoltà non sempre superate, che hanno forgiato l’attuale gruppo di ricercatori che operano presso la Struttura Oceanografica “Daphne” dell’ARPA Emilia-Romagna e dell’attuale Centro Ricerche Marine di Cesenatico.
Scopo di questo libro è sostanzialmente quello di raccontare cosa si è fatto e quali risultati sono stati raggiunti. Questo anche alla luce dell’affievolirsi della memoria collettiva. Mi pare importante nell’era dello “sviluppo responsabile” dove vengono sollecitate decisioni per porre fine ai guasti generati, che un esempio come il “Caso Adriatico” possa calzare alla perfezione. È sorto un problema, lo si è studiato, sono stati definiti i fattori causali e su di essi si è intervenuto. Il germe di quelle attività ha mostrato fecondità, anche grazie a chi allora lo seminò. L’Adriatico è oggi un mare diverso rispetto a quello degli anni ’70 e ’80 del passato secolo. Possiamo parlare di successo? Direi di sì anche se sono ancora diverse le cose da fare per poter affermare che il nostro mare è tornato alle sue normali condizioni, i fenomeni di eutrofizzazione mostrano negli ultimi lustri minore estensione e permanenza, in non pochi casi passano del tutto inosservati. Assume inoltre valore lo straordinario livello di conoscenza nel tempo acquisito sui fenomeni indesiderati che di tanto in tanto si manifestano, sui fattori causali che li determinano, sugli impatti ambientali che possono generare, sul discrimine tra eventi fisiologici (quindi naturali) e indotti per cause antropiche, sugli aspetti previsionali e altro ancora.
Il libro è composto da due parti: la prima richiama gli aspetti connessi alla partecipazione nel contesto socio-economico e amministrativo. La storia di quel periodo e i principali attori che la sostennero; nella seconda parte vengono trattate l’elaborazione dei dati raccolti, il significato scientifico del concetto di trofia e le tendenze temporali e spaziali del fenomeno.

Attilio Rinaldi
Laurea in Scienze Biologiche all’Università di Bologna. Dal 1977 promuove attività di ricerca e di monitoraggio in Adriatico tramite il battello oceanografico Daphne. Dal 1997 al 2002 ha ricoperto l’incarico di Direttore Generale dell’ICRAM (Istituto Centrale di Ricerca Applicata al Mare – Ente vigilato dal Ministero dell’ambiente). Nel 2000 gli viene il “Tridente d’oro” dall’Accademia Internazionale di Studi e Attivita Subacqua di Ustica per i meriti acquisiti nel campo della subacquea applicata alla biologia marina. Dal 1997 è Presidente della Fondazione Cervia Ambiente. Nel giugno 2006 viene nominato Presidente del Centro Ricerche Marine di Cesenatico, incarico che tuttora ricopre. E’ docente presso il Corso di Laurea di Biologia marina dell’Ateneo di Bologna (Dipartimento di Ravenna). Dispone di 114 pubblicazioni (scientifiche e divulgative).

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Locandina