La scienza e l’Europa. Il Primo Novecento | Mattina

Venerdì | 28 settembre 2018
09:00 | 11:00

Presentazione del IV° volume della collana “La scienza e l’Europa” – Editore: L’Asino d’Oro

La scienza e l’Europa. Il Primo Novecento.

 

Incontro con l’autore: Pietro Greco – giornalista scientifico e scrittore:
Conduce l’incontro: Roberto Camporesi – Associazione Nuova Civiltà delle Macchine

 

Dalla premessa:
Il 10 dicembre 1932 Albert Einstein si imbarca sul piroscafo Oakland dal porto tedesco di Bremerhaven, sul mare del Nord, per raggiungere gli Stati Uniti d’America. Lo scienziato più famoso del mondo lascia l’Europa e non vi metterà più piede.

“Questo è un avvenimento grande, come lo sarebbe il trasferimento del Vaticano da Roma nel nuovo mondo. Il “papa” della fisica trasloca, gli Stati Uniti diventeranno il centro della scienza.” – Paul Langevin

Meno di 2 mesi dopo, il 30 gennaio 1933, Adolf Hitler assume il potere a Berlino.

Questo incontro si inserisce nel solco di una storia di feconde frequentazioni dell’autore con la città di Forlì (che nel 2017 gli ha conferito la cittadinanza onoraria) e che ha visto, in particolare, un lavoro di studio portato avanti nell’ambito del Liceo Scientifico sui volumi già pubblicati della stessa collana.

per informazioni: info@nuovaciviltadellemacchine.it  o telefonare al: 3356372677

Liceo Scientifico F.P. De Calboli

Scheda Libro.

Prima l’ascesa, luminosa. Poi la rapidissima caduta, disastrosa. Tutto nei primi anni del Novecento.
Il lungo rapporto tra la scienza e l’Europa tocca il suo apice all’inizio del XX secolo, quando nel continente si verifica una seconda grande rivoluzione scientifica che riguarda i fondamenti della matematica, lo sviluppo della fisica relativistica e quantistica, la sintesi neodarwiniana in biologia.
La visione che l’uomo ha dell’universo che lo circonda viene modificata radicalmente, come mai forse era avvenuto in passato.
Eppure questa rivoluzione viene prodotta mentre l’Europa entra in crisi, dilaniata dalla lunga guerra civile che la sconvolge per trent’anni: dal 1914 anno d’inizio della Prima guerra mondiale al maggio 1945, quando termina la Seconda guerra mondiale. Alla fine di questa catastrofe l’Europa ha perduto la sua leadership militare, economica e culturale nel mondo.
Anche l’asse scientifico del pianeta si è spostato altrove, dopo che per tre secoli e più il piccolo continente ha mantenuto il monopolio mondiale della ricerca.
Perché la crisi?
In questo quarto volume della fortunata serie “La scienza e l’Europa”, Pietro Greco ci fornisce in maniera chiara e quanto mai appassionante la risposta: l’Europa – e in particolare la Germania – non ha saputo governare la modernità, fondata sulla conoscenza scientifica, che essa stessa ha prodotto. Ha rotto il suo secolare rapporto privilegiato con la scienza.

 

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